Sand of time

Ho frantumato
masticato reso polvere
scintille e piaghe
questi ricordi sparsi
e ora
con le mani raccolti
dentro una clessidra
Sabbie pulviscoli millesimi
l’essenza
di ogni cosa fatta detta pensata
sognata
Nuda e bianca
davanti alla vita
colano rosse
e sempre vive
sulla mia pelle troppo sottile
queste gocce son cristalli
che piano mi percorrono
trasudano
dagli anfratti più segreti di me

Sono dolce e morta

di buio
solo mio
dove il tempo congela ed il suono svanisce

Mi siedo
profonda
la carne esausta
che non so
per qual motivo
rimasta così candida
pura
giovane
Mi sfioro
distesa
in questo luogo forgiato
dalle mie mani
dal mio sudore
dalla luce ch’è mai morta

La santità
la forza nel salvare
la guerra in me
nel prendere
raccogliere
le sabbie del tempo
versarle qui
a scendere
con il loro dolore
conservate
e non più mortali



(Alessandro Cocca)

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